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Italia: El fascismo con la maschera della democrazia

martedì 6 febbraio 2018, di siawi3

Source: COMUNICATO STAMPA NONUNADIMENO GENOVA

5.02.18

Pochi giorni fa Genova è stata teatro della violenza di un gruppo di militanti fascisti di Casa Pound che ha aggredito alcune/i attiviste/i che affiggevano manifesti antifascisti, accoltellando alla schiena uno dei presenti. Questo non e’ un atto isolato ma gia’ la seconda aggressione fisica nel giro di un anno a Genova.

Sappiamo bene che questa violenza non nasce oggi ed è frutto di un discorso pubblico reso tossico da odio per i poveri, razzismo, sessismo e omofobia. La paura di diventare più poveri, il sentimento di insicurezza per il futuro sia delle/dei giovani che di buona parte della popolazione anziana, la precarieta’ sul posto di lavoro venduta come flessibilita’, gli ostacoli per conciliare occupazione e maternità, la ricattabilità sui posti di lavoro sono alla base dello sdoganamento del più becero populismo.

Emerge il desiderio di sovranità, che non è altro che la tendenza a identificare il popolo con un’entità organica omogenea e quindi come sovranità di una parte maggioritaria contro un’altra, per umiliare l’opposizione e soprattutto le minoranze culturali. Prendono cosi piede le apparenti soluzioni semplici: dal rancore sociale nasce il desiderio dell’”uomo forte”.

Per tutte queste ragioni il femminismo è incompatibile con il fascismo e fornisce - con la sua storia, le sue pratiche e strumenti di lettura del reale - gli anticorpi necessari a riconoscere e rigettare ogni linguaggio e azione di discriminazione, intolleranza e autoritarismo paternalistico.

La giunta comunale, che si proclama indignata per quanto accaduto, di fatto ha favorito l’ignoranza e le intimidazioni con scelte e gesti concreti: negando il patrocinio comunale all’annuale Pride; scegliendo come assessori personaggi che si sentono forti nel prendere a calci i poveri; non volendo nominare col loro nome i gruppi fascisti che aprono sedi in città.

La giunta Regionale, non è stata da meno. Alimenta l’odio per le differenze e la discriminazione, ospitando in pompa magna chi sostiene che la famiglia possa e debba essere solo e soltanto quella fondata sul matrimonio, sull’unione eterossessuale e con un modello patriarcale; sponsorizzando chi chiama malattia ogni modo di vivere che si discosti dalla presunta "normalità"; promuovendo una visione vittimistica e infantilizzata delle donne che resistono alla violenza maschile.

L’antifascismo per noi femministe è nella pratica quotidiana, è nel linguaggio, è nella cultura. E’ lotta al sessismo e all’omofobia, è la costruzione attiva di una città accogliente, che sappia valorizzare le differenze ed essere realmente vivibile per tutte e tutti. Come femministe, sappiamo bene che fascismo e patriarcato sono due facce della stessa medaglia e non accetteremo mai che nella nostra città, e in nessun luogo, abbia spazio politico o fisico, chi da sempre, terrorizzato dal confronto con la differenza, diffonde odio, violenze e intimidazioni.

"Non ho paura del fascismo con la maschera del fascismo, ho paura del ritorno del fascismo con la maschera della democrazia" T. Adorno"

genova 18 gennaio 2018