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prof. d’un lycée Public italien suspendu pour avoir enlevé le crucifix

mercredi 25 février 2009, par siawi

(Source : UFAL Info n°73)

UN PROFESSEUR ITALIEN D’HISTOIRE SUSPENDU POUR AVOIR ENLEVÉ LE CRUCIFIX PENDANT SES HEURES DE COURS !

Par Gian Marco Vidor

Lundi 23 février 2009

(Source : UFAL Info n°73)

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Amis, collègues,

Un professeur d’histoire et littérature d’un lycée professionnel PUBLIC italien s’est vu interdire d’enseigner pendant 30 jours, avec la suspension de son salaire, par une décision du Conseil National de l’éducation Publique (Consiglio nazionale della pubblica istruzione).

Son crime ? Avoir enlevé le CRUCIFIX du mur pendant ses heures. Le prof. remettait le symbole religieux à sa place avant de quitter la classe (en Italie les élèves ont une classe pour toute l’année scolaire).
Le directeur de l’établissement, Giuseppe Metastasio, a dénoncé le prof au Conseil National qui a été plus dur avec lui qu’avec les professeurs ou les maîtres accusés de harcèlement sexuel envers des élèves (suspension d’un à 10 jours). Le prof. Franco Coppoli s’est défendu en s’appuyant sur la laïcité de l’Etat, la liberté d’enseignement et la liberté religieuse, mais la suspension a été confirmée par le Bureau Régional de l’Education.

En voici la reconstruction faite par le journaliste Salvo Intravaia de la Repubblica.

Je vous invite à envoyer une lettre de soutien au prof. Coppoli directement à son Ecole et/ou une lettre de protestation à la direction de l’Institut scolaire.

Istituto Professionale di Stato per i Servizi « Alessandro Casagrande »
- Sede centrale (Indirizzo Economico Turistico e Grafico Pubblicitario)
- piazzale Bosco, 3 - 05100 TERNI
- e-mail


la repubblica, 19 febbraio 2009

SCUOLA & GIOVANI

Staccò il crocifisso dal muro prof sospeso per un mese

di Salvo Intravaia

E’ arrivata la decisione dell’Ufficio scolastico regionale umbro
Franco Coppoli ha preso una pena maggiore di colpevoli di molestie

Il docente « reo » di avere staccato il crocifisso dal muro durante le sue lezioni è stato sospeso per un mese. La notizia è stata confermata dallo stesso insegnante pochi minuti fa. Franco Coppoli, docente di Italiano e Storia presso l’istituto professionale Casagrande di Terni, sta già scontando la « pena » inflitta dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Nicola Rossi, che gli ha notificato la sanzione disciplinare a causa della quale sarà costretto a stare lontano dalle sue classi e a rinunciare allo stipendio per trenta giorni.

Una settimana fa, il massimo organo di disciplina a livello nazionale (il Consiglio nazionale della pubblica istruzione) aveva ascoltato le ragioni del prof che evidentemente non è stato abbastanza convincente : il Cnpi ha infatti proposto la sanzione di un mese di sospensione. Un provvedimento abbastanza duro che non ha precedenti tra il personale della scuola. Basti pensare, come ha rilevato nel 2006 la Corte dei conti, che fino a pochi anni fa docenti e bidelli condannati dalla magistratura ordinaria per violenza sessuale nei confronti dei propri alunni se la sono cavata con sospensioni dal servizio da uno a dieci giorni. Discorso analogo per una preside condannata dalla magistratura per ’peculato, truffa, abuso d’ufficio e falsità ideologicà che è stata sospesa per 31 giorni.

Ma, dopo il giro di vite dell’ex ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, è tutta un’altra cosa : staccare il crocifisso dal muro durante la lezione può costare un mese di sospensione dal servizio. La vicenda inizia lo scorso mese di settembre, quando Coppoli si trasferisce da Bologna a Terni. Il docente, « rivendicando la libertà di non fare lezione sotto un simbolo appeso di una specifica confessione religiosa dietro la cattedra, invocando la libertà di insegnamento, la libertà religiosa e la laicità dello Stato e della scuola pubblica previste dagli articoli costituzionali », decide di staccare il crocifisso dal muro durante le sue lezioni. All’inizio la cosa non sembra creare problemi, ma dopo qualche settimana gli studenti si riuniscono in assemblea e « a maggioranza », ci tiene a sottolineare Coppoli, decidono che nelle classi il simbolo religioso deve stare alla parete.

Ma il prof non si arrende e, durante le lezioni di Italiano e Storia, continua a staccare dal muro il crocifisso per rimetterlo al proprio posto prima di uscire dalla classe. A questo punto interviene il preside, Giuseppe Metastasio, che intima al professore di non rimuovere il crocifisso che fa attaccare al muro con un tassello. Ma Coppoli non si dà per vinto e non appena entra in classe stacca ugualmente dalla parete il simbolo religioso prima di iniziare la lezione. Il braccio di ferro continua per diversi giorni e durante un Consiglio di classe volano parole grosse fra il docente e il preside e quest’ultimo decide di sporgere querela per diffamazione. E di fronte all’ennesimo « atto di insubordinazione » il dirigente scolastico decide di denunciare il docente « disubbidiente » al Consiglio nazionale della pubblica istruzione (Cnpi).

Il resto è storia recente. L’11 febbraio scorso l’organo di disciplina convoca il docente difeso dai Cobas della scuola e dopo averlo ascoltato propone una un mese di sospensione. Il Cnpi passa quindi la patata bollente al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Nicola Rossi, che avalla il provvedimento. « E’ un fatto gravissimo - commenta Piero Bernocchi, dei Cobas della scuola che hanno difeso il docente - Il Cnpi - continua Bernocchi - si è dimostrato più reazionario della magistratura che ha recentemente assolto il giudice che si rifiutò di fare udienza col crocifisso in aula ».

(19 febbraio 2009)